descrizioni, appunti, novità, proprietà su cibo e alimentazione

Più la cintura si allarga, più la salute peggiora.

Spesso in modo silente accumuliamo scorte come se dovessimo affrontare un lungo magro inverno.
Alleggerire la quota di cibo per qualche giorno per un periodo di 3 -6 mesi può portare enormi benefici senza accusare troppa fatica.

Come:
Sfruttando il bel tempo e la bella stagione per fare semi-digiuni, mangiando solo mattina e sera, o rispettando le 18 ore di pausa, 2 volte alla settimana.
Oppure alleggerendo i pasti.

Il caldo, la sete, l’abbondanza di frutta e verdura ci aiutano.
Bere acqua, frizzante o addizionata a sciroppo di sambuco o sciroppo d’acero e/o tisane può sedare la fame e permette di saltare o ridurre un pasto.

Limitare un po’ il cibo, aiuta a ridurre il gonfiore, a limitare l’aumento di peso e dona una sensazione di leggerezza oltre che migliorare la salute.
Non sono adatti periodi di digiuno alle donne in gravidanza, bambini in crescita, persone ammalate, debilitate o con problemi alimentari.
Fare digiuno non è difficile, è più la paura di aver fame che inganna, che la vera fame.


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Se hai spesso i crampi, potresti essere in carenza di sale.

Il sale (cloruro di sodio) è indispensabile per:

  • l’equilibrio elettrolitico nel corpo,
  • la funzione muscolare,
  • modula la pressione,
  • permette la comunicazione tra le cellule,
  • abbassa l’acidità cellulare e renale.

Specialmente quando è caldo sudiamo per mantenere bassa la temperatura, ma nel frattempo perdiamo sali e sodio.
Si può avere una pressione alta in estate da carenza di sodio.

Per apportare sale non si intende usare cibi preparati, salati, coretti, dolci, perché qui c’è troppo sodio e poco degli altri minerali.
Se accusi stanchezza al mattino, sfinimento durante il giorno, un gonfiore che non ha senso, usa il sale da cucina sui tuoi piatti preparati in cucina e ricorda di bere.

PS. Se integri sali minerali controlla il contenuto, a volte potassio e magnesio non bastano.
Nel >> 🌿 Regobasic della Pegaso c’è anche Sodio oltre che Potassio, Magnesio, zinco e Ferro.
Utilissimo per integrare la perdita di minerali da sudore, da sport, da dieta squilibrata.

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Ogni cibo che mangiamo genera nel nostro corpo calore o freddezza.

Questa proprietà si chiama “Natura Termica dei cibi”.
Mangiare melone o fragole è diverso che mangiare spaghetti all’arrabbiata o salamino piccante.
Ogni luogo e ogni stagione porta con sé cibi adatti al momento per aiutarci ad affrontare la stagione imminente.

In primavera inoltrata troviamo un’alta varietà di frutta: ciliegie, albicocche, fragole.
Frutti ricchi di acqua, che si sono maturati velocemente.
Questi frutti portano acidi organici della frutta e acqua, che hanno il compito di rinfrescare e alleggerire il sangue.
Il sangue più leggero scorre meglio, ripulisce e prepara il corpo ad affrontare il caldo estivo.

In autunno inoltrato invece troviamo: noci, nespole, castagne, le quali sono molto meno ricche di acqua, maturano lentamente e resistono commestibili per parecchio tempo.
Questi cibi sono più calorosi, concentrano i succhi e il sangue e ci preparano per l’inverno.
Per questo è più saggio mangiare i prodotti di stagione, perché oltre che essere meno costosi, sono più adatti a mantenerci in salute.

Ps. La natura termica dei cibi può essere modificata tramite la cottura, salatura e metodi impiegati per conservare.
Se sei un tipo che ha sempre freddo fai attenzione ai cibi ricchi d’acqua come la frutta e la verdura che cresce veloce e lo yogurt;
se invece hai sempre caldo, limita i cibi salati, essiccati, molto cotti o speziati.

Diventiamo un po’ quello che mangiamo.
È meglio avere cura di ciò che mettiamo in bocca, perché se mangiamo spazzatura, diventeremo spazzatura.

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Nel nostro corpo gli organelli deputati a produrre energia sono i mitocondri.

Quando i mitocondri sono ‘affamati’ significa che non lavorano bene e di conseguenza possiamo accusare disturbi di vario genere.

Quello più facilmente riconoscibile è dato dalle mani fredde, tanto fredde da sembrare ghiacciate.
Un altro disturbo è la facilità con cui si crea l’acido lattico che di conseguenza provoca dolori muscolari.
Ma anche varie malattie autoimmuni e l’invecchiamento dipendono dalla difficoltà di lavoro dei mitocondri.

Cosa aiuta il mitocondrio nel suo lavoro?

Il cibo.

Perché quello che mangiamo può determinare la nostra salute o la nostra malattia.

E dunque, cosa mangiare?

I polifenoli, specialmente alcuni tra cui il resveratrolo.

Esso si trova contenuto nelle bucce dell’uva esposta al sole, in tutte le verdure e nei fichi d’India.
Questo polifenolo è precursore del coenzima.

Anche le fragole e l’angelica contengono degli elementi che sono precursori del coenzima Q10 (acido vanilico).

A volte non basta il cibo e serve integrare il coenzima Q10 stesso (detto anche vitamina Q).

Purtroppo alcuni farmaci limitiamo la sintesi del coenzima Q10, questi farmaci sono le statine per controllare il colesterolo e i bifosfonati per l’osteoporosi.
È saggio integrare a periodi il coenzima Q10 se si assume statine, bifosfonati, se si soffre di malattia autoimmuni e se non si mangia poca verdura.

Per altre info sui mitocondri, cerca nel sito www.elettraerboristeria.com , ci sono altri articoli a riguardo molto interessanti.

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Mangiamo da 1 a 6 volte al giorno, introduciamo minerali, vitamine, fibre, proteine e mille altre sostanze.

Ma il cibo non è solo l’insieme di elementi e molecole, porta con sé anche un messaggio specifico che va oltre la composizione chimica.
Un chicco succoso d’uva porta con sé il senso di pienezza e racchiude il sole estivo, invece un gherlino di noce comunica una forza concentrata nel seme, dona un senso di calore ed energia.
Ogni cibo porta con sé un modo di essere, una spinta, un movimento, un messaggio che influenza il nostro corpo.

E gli asparagi?
Secondo gli antichi che conoscevano bene l’influenza del cibo sul corpo, gli asparagi:

    • aprono le ostruzini dei reni e del fegato (calcoli),
    • ammorbidoscono il corpo (per chi è di costituzione secca come fuoco e terra),
    • provocano l’urina (fanno fare pipì, sono diuretici).
    • se mangiati crudi possono dare nausea,
    • nel cucinarli è meglio buttare via la prima acqua di cottura, così divengono meno amari,
    • è buono condirli con aceto, aglio, sale e pepe in quantità,
    • sono caldi e umidi in primo grado, adatti a tutte le età, in modo massimo per vecchi e persone che hanno sempre freddo e con ristagno di acqua (diuretici),
    • aiutano la mente quando sono grossi e teneri,
    • offrono buon nutrimento.

(liberamente tradotto dal Pisanelli: trattato della natura de cibi e del bere – libro del 1586)
Mangiare il cibo che offre la stagione permette al corpo di usufruire delle forze che esso esprime.
Mangiare ciò che la natura in quel momento ci offre è portare ordine, un ordine che va oltre ciò che possiamo comprendere con la mente.
Un ordine che ha a che fare con il nostro essere semplicemente figli della terra.

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Una pausa dal lavoro e dagli impegni è fondamentale per rigenerarsi.

Anche la pancia ha lo stesso diritto e beneficia grandemente di una pausa dal cibo.
Un modo diverso per fare pausa senza digiunare completamente è preparare dei pasti solo con frutta.

La frutta può essere di un solo tipo, ovvero mista, mangiata con la buccia dove possibile e di coltivazione sicura o biologica.
La frutta è un cibo fragile perché zuccherino, specialmente se non protetto da bucce spesse come le arance o certe tipi di mele.
Alcuni frutti sono così tanto trattati che mangiarli come pausa dal cibo diventa un peso.

Mangiando frutta di stagione, raccolta dalla pianta o bio, si possono sostituire i pasti in una giornata.
Un tempo venivano consigliati 7 giorni con la frutta per depurarsi in primavera o in autunno.
Per noi, in questa società super-veloce e dove la frutta non è sicura, è possibile:

  • sostituire uno o due pasti al giorno per 1 o 2 giorni alla settimana,
  • mangiare solo frutta per un 1 giorno a settimana.

La frutta se matura e sana, apporta minerali, vitamine, acidi organici importanti per il processo di depurazione e le fibre nutrono la flora batterica intestinale.
Ideale per le persone forti, attive, rosse in viso.
NON è adatto un digiuno con frutta cruda per le persone:

    • freddolose,
    • magre,
    • con la lingua bianca,
    • per chi soffre di problemi di stomaco,
    • per le persone di costituzione terra e acqua,
    • per chi ha una sensibilità all’istamina,

Per tutte queste persone un pasto a frutta cotta può andare bene.
Un pasto a frutta cruda può andare sempre bene, quando la stagione volge al caldo (temperatura sopra i 23 gradi).

Un pasto a frutta può essere bilanciato aggiungendo un po’ di grasso come: mele con burro cocco.
Imparare a fare pause per rigenerare il corpo come un semidigiuno con frutta cotta o cruda allunga la vita.

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Saltare i pasti è troppo dura per attuare il digiuno intermittente di 16-18 ore?

Stare un giorno senza mangiare sembra una delle fatiche di Ercole?
Eppure c’è il desiderio di ricevere tutti i benefici di un digiuno o semidigiuno?
Come:

  • allungamento della vita,
  • pulizia delle cellule morte o danneggiate,
  • alleggerimento del fegato,
  • miglioramento delle memoria,
  • eliminazione dei catarri e molto altro…

Cosa si può fare quando il digiuno è troppo difficile? Si preparano 3 pasti di verdure.
Pomodori o carote, carciofi o verze, crude o cotte, un bel piatto di verdure condite (non troppo crude finché non è estate), riempie lo stomaco e aiuta a non sentirsi spaventati dal vuoto dello stomaco.
Patate e legumi NON sono considerate verdure.

Quando una scelta è troppo difficile per noi in quel momento della vita, c’è sempre una possibile alternativa che soddisfa comunque.
Perché il poco è sempre meglio del niente.

Un semidigiuno a verdure è un’alternativa fattibile.
NON è adatto a donne in gravidanza, persone con colite, anziani defedati, persone troppo magre.

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È il modo più facile per avvicinarsi al digiuno.

Il digiuno è una pratica salutare, religiosa, meditativa, antica, saggia e che allunga la vita secondo gli studi più recenti della medicina antiaging.

Di facile applicazione, si tratta di saltare un pasto alla mattina o alla sera, una o due volte alla settimana.

La strategia consiste nel non assumere cibo per un tempo consecutivo di 16-18 ore, durante il quale si può bere a piacere acqua o tisane non zuccherate.

Se si mangia alle 18.00 di sera, poi si salta la colazione e si pranza alle 12:00- 13:00.

Oppure si mangia alle 13.00 e poi si salta la cena e si può fare la colazione alle 7:00 o 8:00 di mattina.

Saltare un pasto se non si è sottopeso, in gravidanza, anziani defedati o affetti da diabete, rinforza il corpo, migliora la digestione, alleggerisce il pensiero.

Possediamo 4 ormoni per gestire la carenza di zuccheri e 1 per gestirne l’eccesso.

Questo significa che non siamo organizzati per digerire continuamente amidi, zuccheri, farine, frutta.
Siamo equipaggiati molto bene per lavorare, reagire, difenderci in presenza di pochi nutrienti.

Prendere l’occasione di saltare un pasto quando siamo troppo di fretta, quando è tardi o usciamo per incombenze è un buon modo per non pensare al cibo e far scivolare le ore facilmente.

Le persone di costituzione Terra, difficilmente sopportano bene un digiuno o semi digiuno.
Di solito nella loro dieta è già presente la restrizione calorica, sono selettivi sul cibo, mangiano normalmente poco.
Per loro il digiuno non va bene.

Per tutte le persone in generale, ma specialmente quelle con: catarro, rosse in viso, sofferenti di pressione alta, dislipidemie, sindrome metabolica, stanchezza senza motivo, ricavano enormi benefici dal semidigiuno.

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Quando lo stomaco si fa sentire, la semplice camomilla può fare la sua parte.

Lo stomaco può soffrire per cause esterne ed interne, in conseguenza all’assunzione di cibi difficili da digerire o a causa di sentimenti di rabbia, frustrazione, amarezza.

Le richieste pressanti delle aziende, le mille incombenze familiari legate al troppo poco tempo o le preoccupazioni dovute alla malattia di un familiare, sono tutte situazioni che gravano sullo stomaco e sulla capacità di digerire la vita e il cibo.

La camomilla ricca di molecole funzionali come camazulene e flavonoidi, ha un effetto antinfiammatorio, cicatrizzante, lenitivo, digestivo.

Si può assumere in gocce: tintura madre, in tisana o capsule.

Per proteggere e aiutare uno stomaco infiammato, bruciante, che porta una sensazione di sfinimento, la tecnica del rotolando può fare la differenza nelle cure .

Rotolamento o Roll Kur:

    • bere 1 tazza di camomilla a stomaco vuoto.
    • mettersi in posizione supina per 5 minuti,
    • girare sul fianco dx, rimanere per altri 3-4′
    • girare sul fianco sx, rimanere 3-4 minuti
    • tornare supini per altri 3-4 minuti.

Questa è una tecnica usata in Germania per trattare gastrite, duodenite, ulcera gastro-duodenale.
(Farmacia news – xxx- 1 -22)

 

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Possedere una buona flora batterica è importante per stare in salute.

Essa svolge molte funzioni indispensabili per il benessere dell’organismo:

  • mantiene e determina lo sviluppo della risposta immunitaria (dopo una cura antibiotica siamo più fragili, anche per questo si reintegrano i fermenti),
  • contribuisce alla buona digestione degli alimenti,
  • influisce sulla corretta trasformazione delle sostanze nutritive,
  • produce neurotrasmettitori (molecole cerebrali),
  • produce ormoni,
  • aiuta a detossinare alcune sostanze patogene,
  • modula la risposta del sistema nervoso e del sistema endocrino.

Per lavorare bene il microbioma deve essere vario, numeroso e continuamente rinforzato da ceppi esterni.

La flora batterica è composta da tanti ceppi diversi.

I ceppi sono come categorie diverse di animali, ogni ceppo è profondamente diverso da un altro.

Quando si assumono fermenti è importante controllare che il ceppo sia:

    • sicuro per la salute,
    • che abbia dimostrato un'”efficacia specifica”,
    • che abiti comodamente nel nostro intestino rispettando gli altri inquilini, senza mangiarseli.

Tutte queste caratteristiche sono assicurate quando il ceppo ha un codice.

Quando acquisti dei fermenti, guarda che vicino al nome ci sia un codice alfanumerico.

Dopo un antibiotico, i medici consigliano l’assunzione di fermenti per almeno 1 mese.
La varietà, il numero, la resilienza dei nostri batteri influenza e determina la nostra vita e la nostra salute.

Ed è utile ricordare che i cibi fermentati apportano fermenti nuovi e vari (pane a pasta acida, crauti ecc).

In negozio trovi il pane a pasta madre, del forno artigianale bio: Panificio Rizzato di Zugliano VI.

 

 

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