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Due anni di restrizioni hanno portato difficoltà e sofferenza specialmente agli adolescenti.

La loro personalità in bocciolo è stata frenata da una ghiacciata tardiva.
Ritiro sociale, paura di affrontare le cose, ansia, difficoltà di relazione sono alcuni dei segni di difficoltà che si possono superare.

I gruppi di confronto tra adolescenti sono la palestra ideale, sicura e efficace, per poter far mettere le ali alla loro vita che ha subito uno STOP con la pandemia.
Se sei preoccupata per tuo figlio e vuoi aiutarlo a sbocciare, i gruppi per adolescenti sono perfetti.

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Perché sulla salute emotiva si costruisce tutta la vita lavorativa, relazionale, affettiva.

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Quali sono le tue figure di riferimento quando la vita si fa dura?

 

Avere almeno una figura di riferimento può salvare la vita.

Uno studio sviluppato su 40 anni ha confrontato la qualità di vita tra due gruppi di bambini (poi cresciuti).

I due gruppi erano suddivisi in bambini di famiglie disagiate, dove era presente alcolismo e malattie e uno dove la famiglia era “normale”.

Dopo 40 anni, al resoconto finale, ci si aspettava che i bambini vissuti in famiglie “normali” avessero una una qualità di vita migliore rispetto a quelli di famiglie disagiate.

Più competenze, più occupazione, una relazione stabile, una famiglia.

Invece non è stato così.

Cosa aveva fatto la differenza? Cosa accomunava chi era riuscito nella vita?

Avere una figura di riferimento.

Questa persona è di solito un “adulto” che presta attenzione, ascolto, cura, porto sicuro al “figlio”.

Può essere una figura di riferimento uno zio, un amico, un allenatore, l’insegnante…

Avere figure di riferimento salva la vita perché permette di sviluppare fiducia, empatia, coraggio, solidarietà.

E io?

A 25 anni brancolavo nella vita, non avevo figure di riferimento.

È difficile vivere senza qualcuno che ti fa da spalla, porto, guida.

Ma non è mai troppo tardi. Ci vuole un pizzico di fortuna e un po’ di impegno.

Bisogna sentire fin dentro le ossa che da soli si fa poca strada.

Che il confronto con un’altra persona è salutare. Allarga le vedute e permette una comprensione più ampia dei fatti.

Parlare con qualcuno che vale allarga il proprio io e ci toglie dall’egoistico pretendere di essere sempre al centro della scena e di avere ragione.

Avere delle figure di riferimento ti cambia in meglio.

Non è sempre facile, perché anche se ti vogliono bene, non ti risparmiamo le botte sui denti.

Ora, a 50 anni suonati, sono fortunata ad avere figure di riferimento, che sento con piacere regolarmente.

Sono persone che possono dirmele senza veli.

Persone importantissime, che possono chiamarmi alle 3 di notte e io correrei da loro.

Persone che riempiono la mia vita e il mio cuore di affetto e sicurezza, e non parlo dei familiari (e ne ho tanti, e per i quali correrei come una scheggia alle 3 di notte).

Questa rete di persone rende la mia vita più facile, leggera, sicura.

Questo Natale ho un pensiero particolare per loro, perché sono la mia ancora, il mio porto, la mia bussola.

E nella tua vita?

Chi chiami quando stai male dentro il cuore, nell’anima?

Quali sono le tue figure di riferimento?

Perché è sugli affetti che si costruisce una vita che vale.

Sono le relazioni che rendono la nostra vita ricca, piena, soddisfacente.

 


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