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Il tiglio in taglio tisana è una delle pianta da avere sempre in casa.

Di gusto delicato, leggermente dolce che ricorda il miele, è facile da proporre ai bambini .

È utile per le situazioni di infreddature, per sostenere il metabolismo se si ha la febbre, e per migliorare il sonno.

Preso da solo o in tisana con altre piante come la camomilla è utile per i mal pancia.

Tisana per il mal di pancia :

40 g Tiglio fiori e brattee
30 g Camomilla fiori
10 g Melissa foglie
10 g Anice verde semi

Un cucchiaio per tazza, bollire 1 minuto coperto, lasciare riposare 10 minuti. Bere caldo.
( Universo delle piante medicinali – Riva )

Durante l’autunno la temperatura è soggetti a sbalzi notevoli.

Al sole si vorrebbe spogliarsi, mentre se si passa all’ombra, fa freddo.

Le infreddature sono dietro l’angolo, e qui la tisana di Tiglio ci viene utile.

Anche mangiare cibi freddi come mele, yogurt, o mangiare in ambienti freddi può causarci un mal di pancia.

Bere una tisana calda mangiando o appena possibile ci può evitare spiacevoli dolori.


Elettra Erboristeria
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Cornedo Vicentino Vi

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Ho tenuto per anni un diario .

 

Per anni ho riempito pagine di quaderni con una calligrafia piccola e ordinata e per altri anni, ho scritto velocemente e senza ordine apparente .

Scrivevo di ciò che mi succedeva, davo un ordine a ciò che pensavo, voci ad inquietudini , forme a paure.

Ho iniziato a scrivere alle elementari, su quei diari con il lucchetto, passando per le agende delle banche, fino ad arrivare ad essere essenziale , mi bastava un normalissimo quaderno , da tenere in borsa.

Scrivere mi ha aiutato a dare un ordine e un posto alle emozioni che vivevo e mi permetteva di arginare la paura di non ricordare , di perdere i fatti salienti e le emozioni importanti.

Scrivere era terapeutico.

Ho scritto per me , mi piaceva, mi calmava.

Ma non riempivo solo pagine di diari, ricopiavo frasi dai libri, riassumevo testi che ritenevo importanti, estratti da articoli.

Scrivere o ricopiare, mi ha regalato il tempo lento della penna che scorre sul foglio , un tempo che si arricchiva di parole e immagini, si creava un mondo che mi permetteva di volare oltre i limiti fisici di luogo , tempo e cultura.

Ormai a 50 anni non scrivo più il diario, ma non ho perso il piacere di scrivere . Scrivo ancora estratti di libri e articoli che leggo.

Scrivo per il piacere di ri-elaborare le informazioni, per fare veramente miei i concetti.

E scrivo anche per il blog del Elettra Erboristeria, per comunicare informazioni che ritengo utili per il benessere.

Scrivo di quello che conosco, di ciò che mi meraviglia .

Scrivo di quello che apprendo e di quello che serve per conoscersi.

Scrivo per non perdere quello che mi è stato donato e perché rimanga qualcosa.

Scrivo in modo gratuito perché quello che si dona, continuerà a vivere oltre se stessi .

Ciò che scrivo è quello che lascio in eredità.


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Cornedo Vicentino Vi

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– Gonfiore , diarrea, stitichezza ? Celiachia o sensibilità al glutine –

La celiachia ormai è riconosciuta come disturbo genetico , gestibile mediante una dieta ad esclusione del glutine.

La ” Sensibilità al glutine non celiaca” , invece è ancora poco conosciuta.

La celiachia crea una reazione immunitaria a livello dei villi intestinali ( i nostri cancelli che selezionano il cibo nella pancia ) ,questi villi vengono spazzati via.

Senza villi non si digerisce, non si scresce.

Per la “Sensibilità al glutine non celiaca” , la situazione è più sfumata e complessa.

I villi non sono spazzati via, ma sono squilibrati a livello “giunzioni serrate” ( i lucchetti dei cancelli) , questo squilibrio può portare ad un sacco di problemi, riguardanti la pancia, ma anche distretti lontani .

Ecco alcuni dei problemi che possono insorgere a causa di questa sensibilità:

– tiroidite
– alopecia
– carie ripetute
– osteoporosi
– artrite
– malattie della pelle
– anemia
– stitichezza
– diarrea
– gonfiore alla pancia
– stanchezza costante

Se per la celiachia basta togliere il glutine, per la Sensibilità al glutine non celiaca, vanno tolti tutti i cereali a parte il riso.

Se temi di soffrire di questa Sensibilità, contatta un professionista aggiornato come quelli del : Psoriasi Metodo Apollo


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Cornedo Vicentino Vi

Quante proteine devo mangiare ?

Quando si superano i 40-50 anni, si inizia a perdere massa muscolare .

È un effetto dell’invecchiamento.

Con una massa muscolare importante o sufficiente , ci sono scorte per far lavorare correttamente il fegato , e per mantenere la propria autonomia e mobilità fisica.

La quantità definita corretta è di 1 g per kg di peso, della persona .

Chi fa sport deve aumentare la dose fino a 2 g per kg di peso.

I ragazzi fino a 18 anni , hanno bisogno di 1.2 g per kg di peso.

Le proteine sono in molti cibi, sia vegetali che animali.

Ma per chi ha problemi di tiroide, difficoltà di digestione, malassorbimento, problemi autoimmuni , debilitazione , necessitano di proteine più facili da scomporre e riutilizzare, in questi casi, la scelta deve essere portata sulle proteine animali.

Una massa muscolare in difetto crea un sacco di problemi:

– tendenza ad ingrassare
– squilibri glicemici
– difficoltà di movimento
– insufficiente lavoro epatico efficiente
– scarso lavoro dei mitocondri che gestiscono: senso del freddo, memoria, radicali liberi, malattie.

Quando acquisti carne, cerca quella di allevamenti bio o grass feed, oppure capra e pecora .

La carenza muscolare produce un invecchiamento accelerato, fai attenzione a cosa scegli di mangiare


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Cornedo Vicentino Vi

Perché non apri uno studio,
invece di lavorare in Erboristeria ?

Mi fu chiesto anni fa da una persona, che stimo molto e che mi conosceva bene .

Non risposi subito a quella domanda, mi presi del tempo per riflettere e capire cosa mi spingeva a fare il lavoro che facevo da anni : l’Erborista Naturopata in negozio.

Cosa sentivo a livello di pelle, quali erano le mie motivazioni profonde, cosa sognavo e speravo di fare ?

Come in una pellicola muta, scorrendo le immagini di una vita, di cui avevo esperienza e che era il mio lavoro in negozio .

Immaginavo il profumo delle erbe mentre aprivo un nuovo sacchetto di camomilla o issopo, il rumore dei semi che cadevano dalla paletta alla bilancia , il colore delle varie erbe e radici.

Vedevo i volti di persone che entravano in negozio senza aver bisogno di un appuntamento, per chiedere una semplice cosa , per trovare un dono da portare a qualcuno, per prendere una tisana da bere per sé o in compagnia.

Ripensavo alle persone semplici che potevano tornare in negozio anche 4 – 5 volte di fila, o telefonavano spesso per un chiarimento o un’assicurazione sul come fare bene una tisana.

Rivedevo sorrisi e a volte lacrime di chi tornava a raccontare qualcosa.

Pensavo a tutte le persone che liberamente possono entrate in negozio , di tutte le età, estrazione sociale, capacità economica e culturali.

E ripensavo alle scatole da aprire, le vetrine da costruire, il Natale da vivere e le “Serate Informative ” da organizzare.

No. Non avrei rinunciato a tutto questo.

Questo era il mondo che volevo vivere, quello che sembra cucito sulla mia pelle come un secondo abito.

Non avrei mai aperto uno studio, io amo vivere e lavorare in negozio, e incontrare le persone, parlate con loro, ascoltare la loro voce, il loro modo di vedere il mondo.

Risposta:

Dopo un po’ , incontrai quella persona e sinteticamente le dissi: “Ci ho pensato, non apro uno studio, perché amo troppo mescolare le erbe in tisane, amo la porta che sia apre a tutte le ore , senza preavviso, da chiunque.
Aprirò il mio negozio” .

Ecco : Elettra Erboristeria!

Felice e grata della vita e delle persone che sono passate e passeranno in negozio.

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Cornedo Vicentino Vi


 

Il senso olfattivo è uno dei nostri sensi più vicini al nostro intimo.
Le molecole odorifere ci toccano dentro, sia fisicamente che emotivamente , ma dobbiamo permettere a questo senso un pò dimenticato di avere voce.

Una mano tiene orizzontale un vaso senza tappo. Si vede la goccia di prodotto che esce di colore ambrato. Lo sfondo è sfocato

Come è fatto , cosa c’è dentro  alla Gocce alcoliche di Calendula ?

Quando acquistiamo qualsiasi cosa, per farla giungere sulla nostra tavola o dentro l’armadio, quel prodotto è stato soggetto a molti passaggi.

Si inizia da chi studia il prodotto, a chi lo mette in opera o lo produce . In seguito c’è chi lo controlla e chi lo trasposta . Una lunga serie di mani e cuore. Una sequenza di lavori , che portano da mangiare a famiglie, persone, attività.

Ogni prodotto è il risultato del lavoro di molti.

Come sono create le gocce di Calendula ?

Coltivazione:

Le gocce alcoliche di Calendula , sono chiamate Tinture madri.

Ecco i passaggi per creare le gocce di Calendula , preparate dal laboratorio artigianale di fitopreparazione Cento Fiori di Forlì ( con una particolarità unica ).

I fiori coltivato con metodo biologico o dove possibile biodinamico, sono seminati in un terreno prima preparato e coltivato per proteggere le piantine. I fiori poi sono raccolti a mano, in passaggi di più giorni, per prelevare i fiori appena sbocciati.

Sono consegnati entro 2 ore al laboratorio, che li trita e li mette a macerare in alcool.

Laboratorio:

Dopo il tempo di riposo, il macerato viene filtrato, ma la parte vegetale non è gettata come si fa di solito, ma viene ‘ calcinata’ , cioè bruciata con fuoco continuo , per il tempo necessario, 1-2 giorni , finché si forma la ‘cenere bianca ‘.

Questa cenere che contiene tutti i minerali della pianta, viene aggiunta al filtrato ( alle gocce ).

Il tutto viene fatto riposare per un tempo specifico, deve maturare come si fa per il vino e poi filtrato per togliere le impurità.

Ecco pronte le gocce di Calendula .

Queste gocce contengono tutti i principi attivi e pure i minerali. ( la vaccinazione è fatta solo dalla Cento Fiori , per ottenere un estratto completo !

Uso:

Le gocce di Calendula sono consigliate per lavaggi delle ferire, sciacqui in bocca, azione sull’utero e sulla digestione.

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Era estate , stavo facendo la babysitter a 8 bambini, dai 5 agli 8 anni, in un parco giochi.

Scatenati correvamo su e giù ( pure io 26 enne ) per le giostre e gli scivoli.
Era sola con questi bambini, i genitori erano ad 1 km di distanza in riunione, e nessun’altro al parco.
Correndo nel parco, di scatto mi scontro con una panchina.
Una botta da 5 stelle roteanti attorno alla testa e una ferita aperta, come un buco, sullo stinco.
Panico !
Che faccio?
I genitori sono troppo lontani ! Non posso lasciare i bambini !
Non ho il telefonino ( non c’era ancora ) per chiedere aiuto !
Pesco nella memoria e nel corso di erborista , mi ricordo un’uscita per conoscere le erbe con il dr Luigi Giannelli, e la sua descrizione della piantaggine.
Piantaggine: pianta fredda di costituzione, quindi ferma il sangue.
Per gli antichi fermava le emorragie e favoriva guarigione delle ferite..
Bene, niente panico ! Ci sarà di sicuro nel prato di questo parco, visto che è una erba comunissima .
Eccola!!!
Ma come posso metterla sulla ferita senza pulirla ?
La mastico un po’ e la applico.
E il sangue si stagna . Rimango al parco per la mezz’ora successiva e poi torno.
Quella sera è andata bene, la cicatrice si vede ancora nella mia gamba , a ricordarmi che le piante possono essere magiche soccorritrici.
Ringrazio il dr Luigi Giannelli per avermi iniziato alla conoscenza delle erbe, secondo la medicina antica.
Grazie a chi prima di me, ha trasmesso la conoscenza popolare delle erbe, per permettere che siano usate da tutti noi.
Grazie alla Piantaggine , utilissima e tenace erba dei nostri bordi strada , marciapiedi, campi.
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Perché una pianta abbia la “patente ” per essere definita “curativa ” deve dimostrare di possedere delle molecole, che portano degli effetti benefici, certi e ripetibili all’organismo.

Ma le piante , non sono macchine, esse sono esseri viventi, e reagiscono in modo diverso a sollecitazioni ambientali di luce, calore, umidità, presenza di parassiti.
Per fare in modo che una pianta possa donare a noi, le molecole che ci servono, bisogna conoscere il suo ciclo vite, il tempo balsamico ( di raccolta) ed è indispensabile saper rispettarla, altrimenti gli anni successivi non ci donerà nulla.
Quindi ?
Ecco come procede da 30 anni, il laboratorio artigianale di fitopreparazione Cento Fiori, di Forlì , per ottenere , ad esempio un “Biancospino” che vale.
-1 – Il Biancospino viene raccolto a Marzo ( per le gemme ) e Aprile / Maggio per le sommità fiorite, in luoghi incontaminati, tra 200-400 ml sul livello del mare.
– 2 – La raccolta deve essere fatta ponendo attenzione a staccare dalla pianta, sommità fiorite non troppo aperte ( tutti i fiori aperti), e non troppo chiuse ( fiori tutti chiusi ), altrimenti la parte di pianta
raccolta non contiene tutti i principi attivi e non è efficace come serve .
– 3 – Il biancospino è raccolto ogni 2 anni, per dare tempo alla pianta di riprendersi.
– 4 – dalla raccolta all’ essiccazione o preparazione di gocce o estratti, deve passare pochissimo tempo.
Dal biancospino si possono preparare capsule e gocce, singole o miste .
Per esempio una miscela per la pressione in capsule, può essere composta da :
Biancospino , Olivo , Aglio .
Una per l’ansia e la pressione in gocce:
Biancospino, Olivo, Cardiaca , Lavanda
Per il medico , saper scegliere la pianta giusta è una sfida di conoscenze .
E poter assumere le piante, per controllare , lenire, sistemare un disturbo è uno dei regali più grandi che riceviamo dal mondo vegetale.
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Cornedo vi

Un vaso di fiori contenente una pianta grassa, è appoggiata sul davanzale della finestra, delle tende bianche sono scostate delicatamente per intravedere il panorama lontano

In caso di febbre , ai primi sintomi è meglio adottare un comportamento responsabile e fermarsi dalla corsa della vita.

1- il mal di gola :
Per un effetto fisiologico di sostegno alla gola :
– controllare di avere bevuto acqua a sufficienza e di avere l’intestino libero, ( in caso prendere un lassativo).
Usare uno spray per la gola di propoli, o di oli essenziali.
Fare impacchi freddi con ricotta o gel sintetico sulla gola.

2- febbre

La temperatura è meglio misurarla interna ed esterna, perché ci mostra come sarà il suo andamento per le ore successive.
Se dentro e fuori sono simili, la febbre è stabile, il corpo ha raggiunto un momento di pausa.
Se la febbre dentro è più alta, bisogna monitorarla e non lasciare sola la persona.
Contribuisce alla normalizzazione della temperatura una tisana di China, o tiglio e sambuco, oppure l’ontano nero gemme .
Aggiungere oli essenziali come Sinergia o Ravintsara o perle di origano che coadiuvano la respirazione.

3- tosse.

Fare impacchi caldi sul petto ( cuscinetti di semi, sale grosso, latte cagliato).
E contribuisce a sostenere la fisiologia dell’apparato respiratorio le tisane con enula, marrubio, eucalipto, timo, issopo, echinacea.
Migliorano la fisiologia dell’apparato respiratorio le gocce di viburno e carpino .
Aiuta ed essere forti possedere buone scorte di vit D.
La febbre è un meccanismo di difesa, serve abbassarla solo quando è alta e si vede la persona sofferente , altrimenti la febbre ha una sua funzione di utilità, ed è meglio aiutare il corpo nel suo processo.


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